Due parole dal Pastore

DUE PAROLE DAL PASTORE – MESE DI GIUGNO 2019

“Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce” (Filippesi 2:5-8).
“Così anche voi, (giovani, siate sottomessi agli anziani. E tutti rivestitevi di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo.” (1Pietro 5:5-6).

Cari fratelli, care sorelle,
Voglio condividere con voi una meditazione tratta dal libro “Days of Heaven on Earth” di A. B. Simpson. È intitolata “Cristo umiliò Sé stesso”:
“Una delle cose più difficili per coloro che hanno una natura altezzosa e superiore è di essere sotto autorità, di rinunciare alla loro volontà e prendere un posto di sottomissione. Cristo prese su di Sé la forma di un servo, rinunciò alla Sua indipendenza, al Suo diritto di compiacere a Sé stesso, alla Sua libertà di scelta. Dopo aver avuto da età eterne il diritto di comandare, Egli si abbassò a tacita obbedienza.
Ho conosciuto un uomo che una volta era un ricco datore di lavoro ma che divenne poi un impiegato nello stesso magazzino. Non fu una facile o piacevole posizione, ve lo assicuro.
Ma Gesù fu un tale servo perfetto tanto che Suo Padre disse: «Ecco il mio servo… di cui mi compiaccio» (Isaia 42:1).
In tutta la Sua vita il Suo motto fu: «Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito ma per servire» (Matteo 20:28). «Io sono in mezzo a voi come colui che serve» (Luca 22:27). «Io non posso fare nulla da me stesso» (Giovanni 5:30). «Non come voglio io, ma come tu vuoi…» (Matteo 26:39). E poi, infine, Egli divenne ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. La Sua vita fu un continuo morire, e alla fine si arrese alla morte e alla vergogna, nella Sua crocifissione. Questo atto finale fu la consumazione del Suo amore. Hai tu imparato, ho io imparato a prendere il posto di servo?”
Quanto siamo lontani dall’esempio di Cristo! Di solito siamo pronti a puntare il dito sugli altri, a guardare la pagliuzza nell’occhio del fratello o della sorella mentre non scorgiamo la trave che è nell’occhio nostro (Matteo 7:3-5).
Proprio in questi giorni Tony Ienco, mio amico di origine calabrese, mi ha inviato il bollettino della sua Chiesa di New Castle, Australia, da me visitata due volte. Incoraggia i suoi membri di Chiesa così: “Lasciate a Dio il vostro caso” e continua così: “Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all’ira di Dio; poiché sta scritto: «A me la vendetta; io darò la retribuzione», dice il Signore” (Romani 12:19).
Quando qualcuno ci fa qualche torto è difficile non vendicarsi. Sembra naturale combattere quando qualcuno ci attacca, ma la Bibbia ci dice che sarà Lui a giudicare. Ciò non significa che tu non debba difenderti. Ma non devi cercare la vendetta dopo aver subito un torto. Lascialo nelle mani di Dio. La gente che cerca di vendicarsi di solito finisce col rendere maggiore ingiustizia. Spesso si sviluppa un circolo mortale. Invece di vendicarci, la Bibbia ci dice di benedire i nostri nemici.
Proverbi 25:21: “Se il tuo nemico ha fame, dagli del pane da mangiare; se ha sete, dagli dell’acqua da bere”.
Matteo 5:44: “Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”.
1 Pietro 2:21-23: “Infatti a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme. Egli non commise peccato e nella sua bocca non si è trovato inganno. Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente”.
Non dimentichiamo l’esempio di Davide, che non si vendicò di Saul e che disse: “Mi guardi il SIGNORE dal mettere le mani addosso all’unto del SIGNORE!» (1Samuele 26:9-11). Signore, dacci lo stesso sentimento di Cristo Gesù!

Giuseppe Piccolo