Due parole dal Pastore

Pensiero del mese di Giugno

Versetti del mese:

“Invocami, e io ti risponderò, ti annuncerò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci” (Geremia 33:3).
“Voi dunque pregate così: «Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano; rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno. Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen». (Matteo 6:9-15).

“Voi dunque pregate così: «Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano; rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno. Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen». (Matteo 6:9-15).

Cari fratelli, care sorelle,
Sin dall’inizio di marzo 2018 il tema dello studio biblico del mercoledì sera è stato incentrato sul Regno di Dio. I capitoli 5-7 del vangelo di Matteo sono noti come il “sermone sul monte”: una serie di importanti principi etici e pratici secondo i quali il Signore si aspetta che tutti i credenti vivano.
Naturalmente, realizzare tutto ciò è possibile soltanto per la fede in Gesù e mediante la potenza dello Spirito Santo.
Sono state esaminate in modo approfondito e per diverse settimane, una per una, tutte le 9 beatitudini insegnate da Gesù, a cominciare dalla prima: “Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli”.
Ciò significa che non dobbiamo essere arroganti e autosufficienti. Dobbiamo umilmente ammettere che abbiamo costantemente bisogno del Signore. Non possiamo meritarci un posto nel regno di Dio con le nostre opere o sforzi umani, ma abbiamo bisogno della potenza e della grazia dello Spirito Santo per ricevere i favori che derivano dalla nostra esperienza di salvezza.
A metà maggio abbiamo iniziato a esaminare le istruzioni di Gesù sulla preghiera e devo ammettere che sono stato profondamente ispirato e benedetto nel considerare la preghiera modello insegnataci da Gesù, il “Padre nostro”. Credo fermamente che questa preghiera riassuma tutta la volontà di Dio: i nostri doveri verso Dio, verso il prossimo e verso noi stessi. Gesù disse che tutti i comandamenti si possono riassumere in due soli: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso” (Matteo 22:37-39).
Perché dobbiamo pregare? Che cosa è la preghiera? Dobbiamo recitare il “Padre nostro”?
Il commentario Wordsearchbible spiega così: “1. La preghiera è avere comunione con Dio. Non basta avere una conoscenza di Dio. Abbiamo bisogno di stare soli con Dio e concentrare i nostri pensieri e la nostra attenzione su di Lui. Abbiamo bisogno di trascorrere del tempo con Dio proprio come abbiamo bisogno di momenti per stare con la nostra famiglia e i nostri amici. Non siamo stati creati per vivere isolati dalla gente e da Dio. 2. È arrendersi a Dio. Quando una persona dice “Padre”, si arrende a Dio, nega il suo umanesimo, la sua autosufficienza, tutti gli altri dèi; si arrende al Padre del nostro Signore Gesù Cristo, e riconosce il Padre del Signore Gesù Cristo come suo stesso Padre.”
“Padre nostro”: “Grazie che Tu sei nostro Padre”. Ci sono volte in cui dobbiamo pregare con altri, non sempre da soli. Dobbiamo rivolgerci a Dio come al “Padre”, una relazione tra un figlio e un Padre: “Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo 7:11).
Dio non mostra preferenze: “Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: «In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali” (Atti 10:34).
“Padre nostro che sei nei cieli”: “Grazie per il cielo, dove non c’è peccato, non c’è malattia, non c’è dolore e non c’è morte, e dove un giorno porterai anche me!”
“Sia santificato il tuo nome”: L’oggetto della nostra preghiera deve essere quella di onorare il Signore e riconoscere la Sua santità. “Infatti così parla Colui che è l’Alto, l’eccelso, che abita l’eternità, e che si chiama il Santo. «Io dimoro nel luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare il cuore degli oppressi” (Isaia 57:15).
“Venga il tuo regno”: “Venga il tuo regno sulla terra, regna in me”. “Perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Romani 14:17).
“Sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta nel cielo”: “Insegnami a far la tua volontà, poiché tu sei il mio Dio, il tuo Spirito benevolo mi guidi in terra piana” (Salmo 143:10).
Queste sono le principali richieste da fare nelle nostre preghiere. Le altre le tratteremo al prossimo mese.


Giuseppe Piccolo